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A cosa serve studiare il francese? Nella giornata mondiale dedicata a questa lingua ecco l’intervista al nostro docente

1.Perché hai scelto di studiare il francese? C’è stato qualche episodio particolare, un’affinità che si è sviluppata nell’incontro con la lingua, nel tempo?

La lingua francese è stata presente nella mia vita fin dalla nascita: non solo l’essere stato immerso in un contesto sociale francofono come quello di Ginevra (Svizzera) ma anche l’essere cresciuto in famiglia con una madre che si lasciava scappare di tanto in tanto qualche frase in francese, mi ha fatto affinare l’orecchio a questa lingua affascinante. La scelta poi di studiarla all’università è maturata grazie all’insegnante di francese che ho avuto alla scuola media, la quale mi ha saputo trasmettere la bellezza della musicalità di questa lingua ed è stata la prima ad aprirmi gli occhi e il cuore al capolavoro letterario di Antoine de Saint-Exupéry, Le Petit Prince

2.Quali sono i vantaggi che possono derivare dallo studio del francese nell’attuale mondo del lavoro (e non solo)?

A livello lavorativo, sapere il francese permette di collaborare e intrattenere rapporti con ben 77 stati diversi, tra cui il Canada, il Belgio, il Lussemburgo e la Svizzera, oltre alla Francia. Inoltre il francese è la lingua ufficiale di enti importanti come l’ONU, l’UNESCO, la NATO, l’Unione Europea e la Croce Rossa Internazionale. Conoscere il francese significa anche potersi candidare presso le università francesi (tra le migliori in Europa e nel mondo), nonché presso aziende distribuite tra i vari paesi francofoni e in Italia. Dal punto di vista economico, la Francia è la quinta potenza commerciale e terzo paese nella raccolta degli investimenti stranieri, quindi un partner economico di primo piano.

3.Perché il francese è bello? Cosa ti ha consentito e ti consente di scoprire?

Mi piace del francese la sua musicalità, la dolcezza dei suoni e della prosodia. Studiarlo all’università mi ha permesso di trascorrere un semestre di studi in Francia grazie al programma Erasmus+; quest’esperienza mi ha fatto rendere conto della vastità dei paesi francofoni in cui tale lingua viene usata, come quelli del continente africano da cui provengono molti degli immigrati d’oggi.

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